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.: Storia - "Ju"
La leggenda del salice
Esisteva un tempo, molti secoli fa, un medico di nome Shirobei Akiyama.
Egli aveva studiato le tecniche di combattimento del suo tempo, comprese altre tecniche
che imparò durante i suoi viaggi in Cina compiuti per studiare la medicina tradizionale
e i metodi di rianimazione, senza però ottenere il risultato sperato.
Contrariato dal suo insuccesso, per cento giorni si ritirò in meditazione nel tempio di
Daifazu a pregare il dio Tayunin affinché potesse migliorare.
Accadde che un giorno, durante un'abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva
spezzato i rami degli alberi più robusti.
Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili.
Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo
subito la primitiva posizione.
Questo fatto impressionò molto il bravo medico, che intuendo l'importanza del principio della non
resistenza lo applicò alle tecniche che stava studiando dando così origine ad uno degli stili più
antichi del JuJutsu, lo Yoshin Ryu (scuola dello spirito del salice), tutt'ora esistente e che da
400 anni si tramanda tecniche di combattimento a mani nude e con armi in maniera quasi del tutto invariata.

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